Torna alla home page La pena di morte negli Usa
NEWS DAI BRACCI DELLA MORTE
Texas, luglio 2006: Canta il suo ultimo rap prima dell'esecuzione

Mauriceo Brown, 31 anni, alle ore 18 locali, è stato messo a morte con un'iniezione letale il 19 luglio ad Hunstville. Fin qui, per lo Stato con la camera della morte più affollata di tutti gli Usa, sembrerebbe normale routine, ma nell' ultima intervista il condannato ha voluto cantare il suo rap, scritto nel carcere di Livingston, in Texas, dove è detenuto per aver ucciso il figlio di un noto legale durante un tentativo di rapina.

Il detenuto-rapper ha cantato in diretta davanti alle telecamere di "Court Tv News", mentre per l'ennesima volta raccontava ai giornalisti la sua storia e proclamava la sua innocenza. La sua è stata una vita sulla strada, costellata da furti e reati minori, fino a quando, nel 1997, non è stato condannato alla pena capitale. In un primo momento Mauriceo si era dichiarato colpevole. Ma poi aveva cercato di ritrattare, spiegando che era stato costretto a confessare il delitto perché uno dei tre compagni di quella sera, il vero omicida, l'aveva minacciato di fare del male al suo bambino di sei mesi se avesse parlato.

Brown aveva detto di essere preparato al peggio e di non avere paura della morte. Ha concluso l'intervista con l'emittente televisiva eseguendo una delle sue canzoni e spiegando il suo motto: "Nasciamo per vivere e viviamo per morire. Il modo in cui moriamo potrà non piacerci, non possiamo sceglierlo, ma succede".