L'appuntamento
con il boia era fissato per il 18 maggio nel carcere di McAlester,
ma le pressioni sempre più forti da parte del Governo messicano
hanno evitato la 74/a esecuzione nello Stato dell'Oklahoma.
Osvaldo Torres, messicano di 29 anni, condannato nel 1993 per due
omicidi, ha ottenuto la commutazione della sua condanna a morte in
ergastolo senza la possibilità di scarcerazione prima del tempo:
al momento del suo arresto, infatti, lo Stato dell'Oklahoma non aveva
rispettato la Convenzione di Vienna, secondo la quale l'imputato ha
diritto a mettersi in contatto con il consolato del proprio Paese,
cosa non concessa a Torres.
Il Governatore Henry e la Corte dell'Oklahoma hanno quindi accolto le richieste del Presidente del Messico Vincent Fox e dei legali di Torres di risparmiare la vita al pluriomicida. Ora rimangono, nei bracci della morte degli Usa, altri 50 cittadini messicani che attendono l'esecuzione, e c'è chi giura che il Paese dei sombreri e della siesta farà di tutto per impedirne l'esecuzione.