Torna alla home page La pena di morte negli Usa
NEWS DAI BRACCI DELLA MORTE
Connecticut, ottobre 2004: Boia forse di nuovo a lavoro dopo decenni

Michael Ross in una foto del 1987 al suo primo processoUn giudice della Corte Suprema ha fissato per il 26 gennaio la data d'esecuzione per Michael Ross, il serial killer più noto dello Stato del Connecticut, che ha deciso di abbandonare tutti i suoi appelli.
L'esecuzione, se avverrà, sarebbe la prima nello Stato da oltre 40 anni (l'ultima esecuzione, mediante sedia elettrica, avvenne nel 1960).

Ross, 45 anni, ha già trascorso 17 anni nel braccio della morte, condannato a morte per gli omicidi, da lui spontaneamente confessati, di diverse donne nell'est del Connecticut, rapite ed uccise brutalmente (le aggrediva con violenza e le strangolava dopo averle adescate mentre facevano l'autostop o jogging in strade di campagna) e nello Stato di New York.

Una giuria l'ha condannato nel 1987 per gli omicidi di 4 donne nella Contea di New London: Robin Stavinksy, 19 anni, di Norwich; Wendy Baribeault, 17, di Griswold; e due amiche 14 enni di Griswold, April Brunias e Leslie Shelley.

In quel periodo Ross stava già scontando due ergastoli per gli omicidi, avvenuti nella Contea di Windham, di Tammy Williams, 17enne di Brooklyn, e di Debra Smith Taylor, 23enne di Griswold. L'uomo ha confessato, inoltre, l'omicidio di due donne a New York, compiuti quando era uno studente della Cornell University: non è mai stato processato per la morte, nell'81, della studentessa Dzung Ngoc Tu (25 anni), ma è stato condannato a 25 anni di carcere per l'omicidio di Paula Perrera, 16enne di Wallkill, nel marzo del 1982.
La Corte Suprema del Connecticut ha capovolto la sentenza di morte del 1987, affermando che i pubblici ministeri incaricati del caso avessero tenuto nascoste delle informazioni che avrebbero permesso agli avvocati difensori di Ross di sostenere che l'uomo soffriva di sadismo sessuale, una malattia psichica che fa derivare un grande appagamento sessuale dall'omicidio.
Ma Ross, nonostante tutto, preferisce morire che andare avanti con altri appelli e processi.

Nel 1995 ha firmato un accordo con i pubblici ministeri nel quale chiese la sospensione di ogni ulteriore appello e di procedere con la sua esecuzione, ma un giudice della Corte Superiore lo respinse.
Ross tentò il suicidio nel 1998 con un'overdose di medicine che gli erano state prescritte.

Nel 2000, in un secondo processo capitale ai suoi danni, i giurati respinsero l'attenuante del saidsmo sessuale dell'imputato ed imposero sei condanne a morte, di cui 4 per le vittime dei suoi omicidi e due per gli stupri di Baribeault e di Stavinsky. Letta la sentenza, Ross iniziò un pianto che sembrava senza fine. I suoi avvocati hanno tentato nuovamente di far capovolgere alla Corte Suprema le condanne a morte sostenendo che fossero stati commessi parecchi errori nel processo del 2000, ma la Corte Suprema ha respinto quest'ultimo appello lo scorso maggio.
Ross, la cui esecuzione se ci sarà avverrà per iniezione letale, è ancora libero di ricorrere in appello alle corti federali.