Torna alla home page La pena di morte negli Usa
NEWS DAI BRACCI DELLA MORTE
Kentucky, settembre 2004: L'iniezione letale è così umana come sembra?

Edward Harper, giustiziato in Kentucky nel 1999Sono stati resi noti i risultati dell’autopsia sul cadavere di Edward Harper, giustiziato con iniezione letale nel 1999, secondo cui l'uomo nel corso dell’esecuzione sarebbe stato per 12 minuti cosciente e capace di soffrire, ma non in grado di comunicare il dolore perché paralizzato da una delle tre sostanze iniettate.

Analizzando campioni di sangue prelevati in varie parti del corpo di Harper, un medico legale ha scoperto che la concentrazione di sodio tiopentale (il penthotal), la sostanza iniettata per prima affinché il condannato perda conoscenza e si addormenti, variava tra 3 e 6,5 mg per litro. Secondo gli esperti è invece necessaria una concentrazione minima di 7 mg per litro per disattivare le sensazioni corporee.

Ci sarebbero quindi tra il 67 e il 100% di probabilita' che Harper sia restato cosciente nei dolorosi 12 minuti necessari per la sua morte, ma incapace di muovere un muscolo per effetto del bromuro di pancuronium, la seconda sostanza iniettata per paralizzarlo mentre il cloruro di potassio, la terza sostanza, provocava l’arresto cardiaco.
Per i presenti all'esecuzione, Harper aveva invece ricevuto una morte "serena".

Quella che fino a oggi era un'ipotesi di alcuni esperti, non accolta dal sistema giudiziario americano, avrebbe così ricevuto una prima conferma sperimentale: chi muore di iniezione letale passa attraverso atroci sofferenze.
Gli studi relativi al caso Harper sono stati resi noti e presentati al tribunale di Frankfort, Kentucky, in vista delle prime due esecuzioni nello stato dall'epoca dell'iniezione letale di Harper. Per gli avvocati di Ralph Baze e Thomas Bowling, il precedente di Harper dimostra l’incostituzionalità dell’iniezione letale, in quanto punizione crudele ed inusuale.