Storica decisione della Corte Suprema americana sulla pena di morte. Con una maggioranza di un solo voto, cinque a quattro, il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti ha annullato una legge della Louisiana che prevedeva la legittimità della condanna a morte per lo stupro di bambini.
Questa decisione blocca il tentativo di estendere il raggio di azione del boia anche ai crimini senza omicidio. L'ultima esecuzione negli Usa per un crimine senza omicidio risale al 1964.
Nel 1977 la Corte Suprema era già intervenuta per bloccare la condanna a morte di un criminale che aveva stuprato una persona adulta. Stavolta il caso era ancora più lacerante perché riguardava la condanna a morte di un uomo, Patrick Kennedy, che aveva abusato sessualmente di una bambina di otto anni, figlia della sua compagna.
La Louisiana aveva adottato nel 1995 una legge che prevede la messa a morte per chi stupra bambini. Il margine di un solo voto mostra quanto intenso sia stato il dibattito anche all'interno della Corte Suprema.
Il voto decisivo è stato quello di Anthony Kennedy, un conservatore che si è allineato ai progressisti più volte quando sono in discussioni problemi sociali e che negli ultimi anni è diventato in molti casi l'ago della bilancia della decisioni della Corte Suprema.
Nella decisione presa dalla maggioranza, scritta dallo stesso Kennedy, viene ribadito il concetto che "la pena di morte non dovrebbe essere applicata a casi dove non è stata tolta la vita alla vittima del crimine".
La sentenza sottolinea che la mancanza di precedenti di esecuzioni di stupratori Usa non omicidi e il fatto che solo un pugno di stati Usa prevedono la possibilità della condanna a morte per un abusatore sessuale di bambini (sei in tutto) conferma che "esiste un consenso nazionale contro le esecuzioni degli stupratori di bambini". Mentre la sentenza riconosce che lo stupro di un bimbo è uno dei crimini più gravi che si possano immaginare anche per le sofferenze mentali che le vittime devono subire per anni ed anni dopo che è avvenuto, viene anche rilevato che la punizione automatica con la pena di morte toglierebbe al criminale qualsiasi incentivo a lasciare in vita la sua vittima poiché le conseguenze sarebbero per lui identiche.
L' opinione dei quattro giudici dissidenti è stata firmata dall'italo-americano Samuel Alito che, insieme all'altro italo-americano Antonino Scalia, è decisamente schierato sul fronte dei conservatori. "I danni causati alle vittime ed alla società dai misfatti di uno stupratore di bambini sono gravissimi - afferma Alito nel documento di dissenso - I parlamentari della Louisiana hanno ritenuto, come del resto i loro colleghi di altri stati, che danni così gravi possano giustificare una condanna a morte". La attesa decisione della Corte Suprema giunge in un momento in cui appare in crescita la opposizione negli Usa alla pena di morte, opposizione però più basata su dubbi sulla applicazione equa della pena capitale che su una condanna dello stesso principio delle esecuzioni come strumento di giustizia.
Fonte: Americaoggi.info