Torna alla home page La pena di morte negli Usa
NEWS DAI BRACCI DELLA MORTE
Washington, dicembre 2003: Sotto processo il famigerato "Green River killer"

Gary Leon RidgwayE' iniziato e si è concluso dopo 2 anni dall'arresto il processo al serial killer più prolifico che la storia degli Stati Uniti ricordi, il "Green River Killer". Gary Leon Ridgway, questo il suo nome, è un operaio di 54 anni che nel corso degli anni '80 ha ucciso 49 giovani donne, per lo più prostitute, nello Stato di Washington. Arrestato per diverse volte per le sue frequentazioni abituali di donne di strada (nello Stato in questione è un reato che prevede la galera), Ridgway è stato fino dal 1984 in cima alla lista dei sospetti per gli efferati delitti compiuti nella zona, appunto, del Green River, essendo stato visto più volte, e poi riconosciuto, caricare prostitute nel suo furgoncino. Nel 1987 è stato possibile prelevare dei campioni di saliva dell'operaio (convinto a mettersi in bocca un pezzo di cotone), il suo Dna è stato messo a confronto con quello presente sui corpi delle vittime e ne è stata riscontrata la concordanza. Dopo 10 anni in cui il caso rimane "congelato", il detective Dave Reichert, diventato sceriffo di King County, decide di riaprire le indagini grazie ai risultati delle prove del Dna ottenute anni prima, il 10 settembre 2001 riesce finalmente a far convalidare i risultati ottenuti: Ridgway corrisponde al profilo dell'uomo che si stava cercando da più di 20 anni, e il 30 novembre viene intercettato dalla polizia mentre sta tornando a casa ed arrestato. Queste le sue dichiarazioni durante il processo, il 5 novembre 2003:

"Il mio vero nome è Gary Leon Ridgway. Ho 54 anni e la mia data di nascita è il 18 febbraio 1949. Sono stato informato e ho pienamente compreso che: Ho il diritto di essere difeso da un avvocato e qualora non avessi i mezzi per pagare il suo onorario, me ne verrà affiancato uno senza alcuna spesa. Sono rappresentato in questo procedimento dai miei avvocati Tony Savane, Mark W. Prothero, Todd Gruenhagen, Eric Lindell, Dave Roberson, Michele Shaw, Fred Leatherman e Suzanne Lee Eliot. Sono accusato di 48 omicidi aggravati di primo grado… Questa mia dichiarazione di colpevolezza è stata fatta in libertà e volontà…

Ho ucciso le 48 donne elencate nella lista dell'informazione di garanzia ricevuta. Nella maggior parte dei casi, quando ho ucciso queste donne, io non conoscevo i loro nomi; la maggior parte delle volte le ho uccise la prima volta che le ho incontrate e non ho buona memoria per le facce; ho ucciso così tante donne che fatico a ricordarle tutte con ordine.
Ho rivisto ogni informazione sui delitti con i miei avvocati e confermo di avere ucciso ciascuna delle donne elencate nell'informazione di garanzia. Le ho uccise tutte nel territorio di King County. Ho ucciso la maggior parte di loro nella mia casa vicino a Military road, e parecchie anche nel mio camion, non lontano da dove le avevo raccolte. Ne ho uccise alcune all'aperto. Ricordo di avere lasciato i cadaveri nei luoghi dove sono stati ritrovati.

Ho discusso con i miei avvocati la circostanza aggravante di avere avuto «un piano o uno schema comune» negli omicidi di cui sono accusato. Sono d'accordo che ciascuno degli omicidi che ho commesso era parte di «un piano o schema comune». Il piano era: volevo uccidere il maggior numero possibile di donne che pensavo fossero prostitute.
Ho scelto le prostitute come vittime perché io odio più di ogni cosa le prostitute e non volevo pagare per avere rapporti sessuali. Ho scelto le prostitute anche perché era facile caricarle senza essere notati; sapevo che la loro scomparsa non sarebbe stata notata subito e avrebbe potuto non essere mai notata. Pensavo che avrei potuto ucciderne quante volevo senza essere mai catturato. Un'altra parte del mio schema riguardava dove sistemare i corpi di queste donne.

La maggior parte delle volte prendevo i loro gioielli e i loro abiti per eliminare ogni traccia e rendere più difficile l'identificazione. Ho raccolto la maggior parte dei corpi in gruppi che ho chiamato «cluster» (grappoli). L'ho fatto perché volevo conservare una traccia di tutte le donne che ho ucciso. Mi piaceva guidare il camion vicino ai cluster attraverso la contea e pensare alle donne che erano sepolte lì. Di solito usavo un punto di riferimento per ricordarmi il cluster e le donne che vi avevo sistemato. Qualche volta uccidevo una donna e ne scaricavo il cadavere, con l'idea di creare un nuovo cluster, e poi non ci tornavo più perché pensavo che avrei potuto essere catturato se vi avessi sistemato altre donne. Le mie dichiarazioni per ciascun capo d'accusa sono le seguenti:
Capo d'imputazione n. 1:
Nel territorio di King County, Washington, nel periodo compreso tra l'8 e il 15 luglio 1982, con l'intento premeditato di uccidere, ho strangolato a morte Wendy Lee Coffield. L'ho raccolta avendo pianificato di ucciderla. Dopo averla ammazzata, ne ho gettato il corpo nel Green River.
Capo d'imputazione n. 2… n. 3…n. 4… n. 48."

Dichiarotosi colpevole, quindi, dei 48 delitti di cui era sospettato, ha patteggiato la pena, e per la legge dello Stato di Washington un reo confesso non può essere condannato alla "death by lethal injection" (morte per iniezione letale). E' stato, difatti, condannato a 48 ergastoli senza la possibilità di libertà sulla parola, anche se sono divampate accesissime polemiche sulla sentenza da parte dei sostenitori della pena capitale: come è possibile che un uomo riconosciuto colpevole dell'omicidio di 50 persone non venga messo a morte e che invece chi commette un solo omicidio debba essere giustiziato? La vicenda, comunque, non si è ancora conclusa: si sta lavorando su altri corpi, anche carbonizzati, trovati nell'Oregon o al di fuori della King County (dove è stato giudicato Ridgway), giurisdizioni in cui è prevista la pena di morte anche per coloro che confessano le proprie colpe.