Con una camicia blu, un paio di pantaloni chiari e scarpe da tennis,
Charles Victor Thompson è passato sotto il naso delle guardie
carcerarie senza che queste battessero ciglio. Già così,
la fuga del duplice omicida avrebbe avuto tutti gli ingredienti di
un film. Ma ad aggiungere al giallo anche un pizzico di ironia, Thompson
portava attaccata al petto una tessera di riconoscimento, che lo
identificava come l’assistente del procuratore distrettuale.
Come abbia potuto impossessarsene rimane un mistero, così come
rimane un mistero chi gli abbia dato i vestiti. Fatto sta che a due
giorni dalla fuga, di Thompson non c’è traccia. E i
parenti delle sue vittime si sono barricati in casa, spaventati all’idea
che voglia vendicarsi per le loro testimonianze.
Thompson è un uomo dal volto giovanile,che gli avvocati difensori descrivono come una persona finita male per colpa dell'alcol e della gelosia, ma che nel fondo non è veramente cattiva. Il suo volto sorridente è stato usato nei manifesti di vari gruppi che si oppongono alla pena di morte, e il suo caso è diventato particolarmente noto in Francia. Ma il procuratore, nonché i familiari della sua ex fidanzata e del boy friend di questa, da lui uccisi nel 1998, pensano che Thompson sia solo un bravo attore, che ha saputo nascondere sotto il sorriso facile la sua tempra sadica e violenta.
Il trentacinquenne texano era stato condannato per l’omicidio di Dennise Hayslip e di Darren Keith Cain. Accecato dalla gelosia per la ex fidanzata, aveva ucciso il suo nuovo boy friend con quattro pallottole di fucile al petto. Alla donna aveva sparato al volto, senza ucciderla sul colpo: Dennise si spense in ospedale dopo lunga agonia.
Thompson venne processato, riconosciuto colpevole, e condannato a morte. Ma la sua condanna alla pena capitale dovette essere invalidata, come conseguenza di un atto inappropriato compiuto dall’Accusa: nel corso del processo, il procuratore aveva fatto ascoltare ai giurati una registrazione di una conversazione in cui Thompson aveva detto a un altro detenuto che sperava di assumere un sicario per uccidere i testimoni che lo incriminavano. La registrazione non era stata ammessa formalmente nel processo, e il giudice di conseguenza dovette cancellare la parte finale del procedimento, cioè la condanna alla pena capitale. Per questo al momento della fuga Thompson non si trovava nel braccio della morte di Huntsville, ma in una prigione di Houston, dove era stato detenuto in attesa di un nuovo processo che decidesse la nuova condanna.
E il processo si era tenuto, e la condanna era stata confermata: di nuovo pena capitale. Ma Thompson questa volta non se ne è stato nella sua cella, in attesa di essere portato ad Huntsville, la prigione da cui non si esce vivi. Ha chiesto di andare al gabinetto, ha trovato gli abiti, si è cambiato ed è scappato.
E' durata 78 ore la sua fuga: l'uomo, ha reso noto la polizia, e' stato arrestato nella notte davanti ad un negozio di liquori a Shreveport, in Louisiana. Ubriaco, non ha opposto resistenza al momento dell'arresto. Ritornato in carcere, verrà scortato da guardie carcerarie ovunque vada.