Christopher Newton, 37 anni, è stato messo a morte in Ohio con oltre
un'ora di ritardo perchè i boia non riuscivano a trovare le vene
per infilare gli aghi per l’iniezione fatale.
Newton, che pesava oltre 150 chili ed aveva gravi problemi mentali, ha atteso con pazienza per oltre un'ora nel braccio della morte del Southern Ohio Correction Facility mentre una squadra di boia cercava con scarso successo di trovare le vene adatte.
Sono occorsi almeno 20 minuti per trovare una vena nel braccio sinistro ed altri
30 minuti per trovare il punto giusto nel braccio destro.
Newton ha subito con rassegnazione la frenetica procedura, scambiando anche qualche
battuta di spirito con le guardie carcerarie. Ad un certo punto, mentre proseguiva
la ricerca delle vene, ha chiesto di poter andare alla toilette.
Le guardie del carcere avevano avuto difficolta' in passato a trovare le sue
vene anche per le periodiche analisi del sangue a causa della obesita' del detenuto.
Newton era stato condannato a morte nel 2003 per la uccisione due anni prima
di un compagno di cella, a sua volta con problemi mentali, per un litigio avvenuto
durante una partita a scacchi.
Newton aveva chiesto al giudice di essere messo a morte, perche' non voleva piu' restare chiuso in carcere, rifiutandosi di presentare appelli e di inoltrare una richiesta di clemenza al governatore dell'Ohio.
Aveva avuto una infanzia terribile, con padre violento e pedofilo, finendo spesso
in carceri minorili e quindi nelle prigioni per adulti.
Molti ritenevamo che Newton avesse ucciso il compagno di cella solo per farsi
condannare a morte. Per questo aveva rifiutato qualsiasi appello.
Gli attivisti contro la pena di morte avevano definito la sua esecuzione 'una
forma di suicidio assistita dallo stato'.
La esecuzione di Newton era stata programmata questa mattina alle dieci locali.
Ma erano sorte presto difficolta'.
'Non riescono a trovare la vena, a trovare il punto giusto di inserimento degli
aghi', aveva ammesso durante la mattinata un portavoce del carcere.
Newton era stato portato nella camera della morte, con gli aghi gia' applicati
alle braccia, solo alle 11.30 per la fase finale della esecuzione: il collegamento
agli aghi dei tubicini con i liquidi mortali. Il medico del carcere ha certificato
che la morte e' avvenuta alle 11.53 locali.
Fonte: Ansa (24/05/2007)