La
sua esecuzione è già stata fissata per le 12.01 del
25 maggio. Ma lui, Gregory Scott Johnson, 40 anni, in carcere dal
1986 e condannato alla pena capitale per l'uccisione di un'anziana
donna di 82 anni durante un tentativo di furto con scasso, ha chiesto
di poter rinviare l'appuntamento con l'iniezione letale. Non tanto
per lui, quanto per la sorella Debbie Otis, gravemente malata, a cui
vorrebbe donare il proprio fegato.
Johnson ha fatto sapere di volere comunque aiutare Debbie, sia nel
caso la sentenza venisse sospesa, sia nel caso fosse portata a termine
nei tempi previsti. Il condannato, come quasi sempre avviene in questi
casi, ha presentato anche una domanda di grazia al governatore dello
stato dell'Indiana, Mitch Daniels. Un ripensamento delle autorità
appare però impossibile, essendo stati tentati, e con esito
negativo, tutti i possibili appelli e ricorsi. Johnson sa di non avere
molte speranze di evitare la condanna e per questo negli ultimi giorni
ha chiestoche questa possa essere solo leggermente ritardata, così
da consentire ai medici di stabilire se il suo fegato possa effettivamente
essere trapiantato.
In caso di esito positivo, sarebbero necessarie almeno due settimane
di riposo prima di poter subire l'oberazione.
Debbie ha scoperto solo tre settimane fa di essere affetta da una
grave forma di epatite che colpisce in particolar modo le persone
diabetiche. La patologia non dà molte chances di guarigione
se non, appunto, ricorrendo ad un trapianto. E le possibilità
di successo risulterebbero maggiori se ad effettuare la donazione
fosse un famigliare.
" Non abbiamo mai ricevuto richieste di questo tipo prima d'ora"
si limita a far sapere un portavoce delle autorità penitenziarie
dell'Indiana, che evidenzia tuttavia come un trapianto non sarebbe
possibile dopo l'esecuzione perché le sostanze chimiche utilizzate
per fermare il cuore dei condannati a morte finirebbero con l'avvelenare
anche gli altri organi vitali. Il fegato di Johnson, a sentenza eseguita,
sarebbe dunque inutilizzabile. Diverso il parere di alcuni medici
dell'università dell'Indiana che in alcune interviste alla
stampa hanno affermato che l'iniezione di cloruro di potassio utilizzata
per le condanne a morte non impedirebbe il trapianto post mortem.
Il Tribunale della libertà si riunirà a breve per affrontare
il caso ed è previsto che la decisione sul possibile rinvio
della sentenza arrivi entro lunedì 23 maggio. Johnson ha anche
detto che il suo gesto vuole essere non solo un atto d'amore nei confronti
della sorella ma anche il tentativo di lasciare di sè anche
qualcosa di positivo e non solo il ricordo delle sue azioni criminali.