Lasciare detenuti in un braccio della morte sporco, troppo caldo, infestato di mosche e con le toilette che non funzionano, equivale a una punizione ''crudele e inusuale'', di quelle espressamente vietate dalla Costituzione degli Stati Uniti. Lo ha stabilito una Corte federale d'appello, con una sentenza relativa alle condizioni in cui vivono circa 65 detenuti a Parchman, nello Stato del Mississippi, dopo la denuncia effettuata un anno fa dal giudice Davis. La sentenza e' stata accolta con soddisfazione dagli avvocati contro la pena di morte che l'hanno promossa e dalle organizzazioni per i diritti civili, secondo le quali la decisione della Corte d'appello di New Orleans potrebbe avere effetti importanti non solo in Mississippi, ma nei bracci della morte in tutta la confedrazione. ''La Corte d'appello - ha detto Margaret Winter, un avvocato dell'associazione Aclu - ha stabilito che mentre lo Stato puo'essere autorizzato a giustiziare prigionieri condannati a morte, non puo' torturarli mentre questi stanno ancora usufruendo dei loro diritti di ricorrere contro le loro sentenze''. La Corte ha ordinato allo Stato del Mississippi una serie di interventi per far si' che le celle del braccio della morte siano adeguate agli standard richiesti per i detenuti.