Angela Camacho, che insieme al compagno John Allen Rubio aveva decapitato
i suoi 3 figli, si è dichiarata colpevole di omicidio ed è
stata condannata a tre ergastoli invece che alla pena di morte. Potrà
quindi usufruire della condizionale dopo 40 anni.
I suoi avvocati avevano fallito nel tentativo di provare il suo ritardo
mentale, ma l'ammissione di colpevolezza da parte della donna le ha
risparmiato l'iniezione letale.
Se fosse stata condannata a morte, sarebbe stata la prima donna di
nazionalità messicana in attesa d'esecuzione negli Usa.
La Camacho e suo marito, il 24 enne John Allen Rubio, vennero accusati
di aver strangolato e decapitato le loro due figlie, Julissa Quezada
di 3 anni e Mary Jane Rubio di 2 mesi nel 2003. La coppia, dopo il
macabro duplice omicidio, si era ripulita del sangue e aveva avuto
un rapporto sessuale prima di decapitare il loro terzo figlio, John
Esthefan Rubio, di 1 anno.
Un parente ha quiandi chiamato la polizia, che ha trovato le bambine
in un sacco e il bimbo sul letto. Rubio e la Camacho hanno in seguito
detto alla polizia che i bambini erano posseduti da Satana.
Angela Camacho ha risposto alle domande del Giudice distrettuale del
Texas Benjamin Euresti in spagnolo mentre quest'ultimo ascoltava l'ammissione
di colpevolezza della donna.
"Mi auguro che il Signore raggiunga il suo cuore e che lei possa
chiederGli perdono", ha detto Euresti, "Buona fortuna".
Alberto Pullen, uno degli avvocati della donna, ha detto che la sua
assistita avrebbe rischiato di essere estradata in Messico se rilasciata
dal carcere, cosa che la donna non voleva assolutamente.
Rubio è stato riconosciuto colpevole di omicidio e condannato
a morte in Texas nel 2003, dopo che avea richiesto esplicitamente
la pena di morte. In seguito, ha deciso di opporsi alla sentenza e
di seguire l'iter giudiziario degli appelli contro la sentenza di
morte. Nello scorso febbraio è stato dichiarato mentalmente
competente nello scegliere l'avvocato per il proprio appello.
Durante il processo, testimonianze e prove hanno però dimostrato
che potrebbero esserci dei danni nel cervello dell'uomo, dovuto all'eccessiva
inalazione di vernice spray durante l'infanzia, tali da averlo reso
psicotico.
Il caso della donna, invece, è stato sospeso per più
di due anni per permettere test ed analisi per verificare il suo effettivo
stato di salute mentale.