No all'esecuzione di detenuti che avevano meno di 18 anni al momento in cui hanno commesso un delitto. Lo ha stabilito la Corte suprema degli Stati Uniti, che ha definito incostituzionale la pena di morte per i minorenni in vigore in 19 stati degli Usa. La decisione, presa dai giudici con 5 voti a favore e 4 contrari, ha effetto immediato per circa 70 detenuti che si trovano già nel braccio della morte.
Non è una decisione di poco conto ma è destinata a suscitare
numerose reazioni nel mondo politico e nell'opinione pubblica. Lo
dimostra la stessa spaccatura interna alla Corta Suprema che per un
solo voto ha approvato il provvedimento. E non sarà una decisione
di poco conto nemmeno nell'economia delle esecuzioni capitali, visto
che il 70 per cento degli ospiti dei bracci della morte nelle carceri
americane eviteranno il patibolo.
Fino ad oggi, il boia è quasi sempre entrato in azione anche
se il condannato aveva commesso il delitto quando era solo minorenne.
Non c'era pietà, né l'idea che il carcere potesse rieducare
un minore, anche se spietato omicida. Ora la pena di morte, di fatto
numericamente ridimensionata, resta in vigore solo per gli adulti.