No alla pena di morte, ma via libera alla produzione del veleno usato negli Usa per giustiziare i detenuti. Sarebbe questo, secondo quanto raccontato da Repubblica, il paradosso destinato a scatenare non poche polemiche in Italia. Un’azienda farmaceutica lombarda, la Hospira Spa, è stata infatti incaricata di produrre Sodium Thiopental, l’anestetico utilizzato per le iniezioni letali. Ma la società si difende: “Il prodotto è pensato per altro”.
L’allarme è partito dall’organizzazione umanitaria britannica Reprieve che ha puntato il dito contro l’azienda milanese. A causa di problemi che hanno bloccato la produzione della sostanza nel suo stabilimento americano, spiegano dall’organizzazione, la Hospira ha deciso di spostare l’attività in Italia. E non sarebbe la prima volta. “Abbiamo scoperto che la fabbrica milanese è stata già usata in passato per questo scopo”, rivela l’avvocato Clive Stafford Smith, direttore di Reprieve.
L’organizzazione ha già fatto causa alla ditta, chiedendo che venisse vietata la vendita del farmaco negli Usa, come previsto da una legge europea che definisce illegale l’esportazione di prodotti utilizzabili per la pena di morte. In realtà nulla si è mosso. “Ci sono due modi per bloccare ciò che sta accadendo – raccontano da Reprieve – una decisione volontaria di Hospira o un intervento del governo italiano che metta al bando l’esportazione di questo anestetico”.
Dall’azienda, intanto, si difendono. “Il Sodium Thiopental viene prodotto per gli interventi chirurgici. L’uso per la pena capitale è improprio e avviene solo negli Stati Uniti”, spiega Giuseppe Riva, amministratore delegato della società. In un comunicato Hospira sottolinea che “il medicinale non ha alcuna indicazione d’impiego nella pena capitale e l’azienda non supporta il suo uso in questa procedura”.
Fonte: tgcom.it
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