Torna alla home page La pena di morte negli Usa
  • Alabama (John Evans, Horace Franklin Dunkins Jr.)
  • Arizona (Donald Eugene Harding)
  • Arkansas (Rickey Ray Rector, Christine Marie Riggs)
  • Florida (Jesse Joseph Tafero, Pedro Medina, Allen Lee Davis, Bennie Demps, Angel Diaz)
  • Georgia (Alpha Otis Stephens, Jose High)
  • Illinois (Charles Walker, John Wayne Gacy)
  • Indiana (William E. Vandiver, Tommie J.Smith)
  • Missouri (Emmitt Foster, Bert Leroy Hunter)
  • Mississippi (Jimmy Lee Gray)
  • Nevada (Roderick Abeyta)
  • Ohio (Joseph L. Clark)
  • Oklahoma (Robyn Lee Parks, Scott Carpenter)
  • South Carolina (Michael Eugene Elkins)
  • Texas (Stephen Peter Morin, Randy Woolls, Elliot Rod Johnson, Raymond Landry, Stephen McCoy, Billy Wayne White, Justin Lee May, Joseph Cannon, Genaro Ruiz Camacho, Claude Jones)
  • Virginia (Frank J. Coppola, Wilbert Lee Evans, Derick Lynn Peterson, Richard Townes Jr.)

ALABAMA

John Evans (Sedia elettrica, 10 agosto 1982): dopo la prima scarica di elettricità, scintille e fiamme fuoriuscirono dall'elettrodo applicata alla gamba di Evans. L'elettrodo si staccò dalla sedia e prese fuoco. Fumo e scintille fuoriuscirono anche dal cappuccio dalla parte della tempia sinistra di Evans. Due medici entrarono nella stanza e trovarono ancora un cuore pulsante. L'elettrodo venne riattaccato alla gamba e venne somministrata un' ulteriore scarica, provocando nuovamente fumo e lo sgradevole odore di carne bruciata. Di nuovo il medico sentì il cuore battere. Ignorando le richieste di clemenza dell'avvocato di Evans, venne amministrata una terza scarica. L'esecuzione durò 14 minuti e lasciò il corpo di Evans ustionato e fumante.

Horace Franklin Dunkins Jr. (Sedia elettrica, 14 luglio 1989): ci sono volute due scariche elettriche, e nove minuti, per completare l'esecuzione. Dopo che la prima scossa non fu sufficiente ad uccidere il condannato (che presentava un leggero ritardo mentale), il capitano della protezione della prigione aprì la porta della stanza dei testimoni e disse "Credo che le prese siano state messe male". Poiché i cavi erano stati collegati in maniera errata, era impossibile generare la corrente necessaria per causare la morte. I cavi vennero risistemati ricollegati prima che una seconda scossa venisse amministrata. Dunkins venne dichiarato morto dopo 9 minuti dall'inizio della prima scarica. In una conferenza stampa post-esecuzione, il commissario Morris Thigpen dell' Alabama Prison disse "Provo un profondo rammarico per ciò che è accaduto. La causa è stata un errore umano".

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ARIZONA

Donald Eugene Harding (Camera a gas, 6 aprile 1992): Harding venne dichiarato morto 10 minuti e mezzo dopo che le pastiglie di cianuro vennero fatte cadere nel catino con l'acido solforico nella camera a gas. Durante l'esecuzione, Harding si dimenò e lottò violentemente contro le cinghie di costrizione della sedia. Un giornalista televisivo, Cameron Harper, che era presente all'esecuzione, disse che gli spasmi e le convulsioni durarono 6 minuti e 37 secondi. "Ovviamente , quell'uomo stava soffrendo. Fu una morte violenta... Un evento disgustoso. Mettiamo a morte gli animali più umanamente". Un'altra testimone, la giornalista Carla McClain, disse, "La morte di Harding fu estremamente violenta. Ha provato un dolore terribile, l'ho sentito gemere e lamentarsi. Ho visto il suo corpo diventare rosso e poi viola". Un altro giornalista che era presente all'esecuzione soffrì di insonnia e malesseri vari per alcune settimane; altri due vissero come dei vegetali per diversi giorni a seguire.

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ARKANSAS

Rickey Ray Rector (Iniezione letale, 24 gennaio 1992): ci vollero più di 50 minuti allo staff medico per trovare una vena adatta nel braccio di Rector. I testimoni vennero tenuti al di là di una tendina per impedire loro di seguire la scena, ma venne detto in seguito che sentirono otto forti lamenti durante tutto questa fase, in cui oltretutto Rector (che soffriva di gravi danni cerebrali) aveva aiutato il personale medico a trovare una vena. L'amminstratore dei programmi medici dello State Department of Corrections (parafrasato da un reporter) disse che "i lamenti iniziarono quando la squadra della morte, in principio composta da 2 persone e che poi divennero 5, si stavano dando da fare intorno al condannato per trovare una vena". La difficoltà nel trovare una vena adata venne in seguito attribuita alla gran mole di Rector e al suo abituale uso di psicofarmaci.

Christine Marie Riggs(Iniezione letale, 3 maggio 2000): Riggs lasciò decadere i suoi appelli e chiese di essere giustiziata. L'eesecuzione venne ritardata di 18 minuti mentre gli addetti all'iniezione letale tentavano di infilare l'ago nei suoi gomiti. Alla fine la donna accettò di farsi iniettare le sostanze letali dai polsi.

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FLORIDA

Jesse Joseph Tafero (Sedia elettrica, 14 maggio 1990): durante l'esecuzione, si levarono dalla testa di Tafero fiamme alte circa 15 centimetri, e furono necessarie tre scariche elettriche per giustiziarlo. Ufficiali di Stato affermarono in seguito che l'esecuzione andò male per "un inavvertito errore umano", la sostituzione inappropriata di una spugna sintetica al posto di una spugna naturale che era stata usata in esecuzioni precedenti. Tentarono di sostenere la loro teoria mettendo un pezzo di spugna sintetica in un comune tostapane ed osservando che si surriscaldava fino a prendere fuoco.

Pedro Medina (Sedia elettrica, 25 marzo 1997): una "corona" di fiamme alte più di 2 metri si levarono dalla testa di Medina durante l'esecuzione, riempendo così la stanza delle esecuzioni con un terribile odore ed un fumo denso, spettacolo estremamente raccapricciante per la dozzina di testimoni che stavano assistendo all'esecuzione. Un ufficiale allora interruppe manualmente e prematuramente il ciclo di 2 minuti e 2000 volts. Il petto di Medina continuò ad ansare finchè non si spensero le fiamme e sopraggiunse la morte. Dopo l'esecuzione, gli ufficiali della prigione diedero la colpa delle fiamme ad un parafuoco di rame corroso nel casco della sedia elettrica, ma due esperti assunti dal Governatore alla fine giunsero alla conclusione che lo sprigionarsi delle fiamme era stato causato dall'applicazione impropria di una spugna (inserita per condurre l'elettricità) sulla testa del condannato.

Allen Lee Davis (Sedia elettrica, 8 luglio 1999): prima che fosse dichiarato morto, uscì del sangue dalla bocca che colò sul collo della sua maglietta bianca, e la macchia di sangue sul petto si ingrandì fino a raggiungere quasi le dimensioni di un piatto da portata, colando anche attraverso i buchi della cinghia di pelle all'altezza del petto che lo teneva ben saldo alla sedia. La sua esecuzione era la prima nella nuova sedia elettrica della Florida, costruita appositamente per sostenere il peso e giustiziare un uomo del peso di Allen Davis (circa 160 chili). In seguito, quando un altro condannato mise in discussione la costituzionalità della sedia elettrica della Florida, il giudice della Corte Suprema Leander Shaw commentò l'accaduto dicendo che "le foto a colori di Davis ritraggono un uomo che -- con certezza -- era stato brutalmente torturato a morte dai cittadini della Florida"." Shaw inoltre richiamò in causa le esecuzioni "abborracciate" di Jesse Tafero and Pedro Medina (sempre in Florida, rispettivamente nel 1990 e nel 1997), definendole "spettacoli barbari" e "atti degni più di un violento omicida che di uno stato civile"e includendo le foto del cadavere di Davis per avvalorare la propria tesi. L'esecuzione venne seguita da una Senatrice dello Stato della Florida, Ginny Brown-Waite, che all'inizio fu shockata nel vedere il sangue, ma poi, vedendo che la macchia stava assumendo le fattezze di una croce, capì che era un messaggio di Dio che riteneva giusta quell'esecuzione.

Bennie Demps (Iniezione letale, 8 giugno 2000): ci vollero 33 minuti agli addetti all'esecuzione per trovare delle vene adatte per l'iniezione. "Mi hanno macellato", ha detto Demps nella dichiarazione finale, "Mi hanno fatto molto male. Mi hanno bucato nell'inguine, nella gamba. Ho perso parecchio sangue. Questa non è un'esecuzione, è un omicidio." La squadra della morte non aveva avuto problemi nel trovare una vena, ma dato che il protocollo d'esecuzione della Florida richiede che venga inserita una seconda endovena per sicurezza, gli addetti hanno continuato a lavorare per inserire il secondo ago, ma alla fine hanno rinunciato all'operazione per il gran numero di tentativi falliti.

Angel Diaz (Iniezione letale, 13 dicembre 2006): Dopo che era stata praticata la prima iniezione, Diaz ha continuato a muoversi e a dimenarsi, tentando di parlare. E' stata praticata una seconda iniezione, e sono passati 34 minuti prima che il condannato venisse dichiarato clinicamente morto. All'inizio un portavoce del Florida Department of Corrections aveva sostenuto che ciò era successo perchè Diaz sofriva di un tumore al fegato. Dopo aver effettuato un'autopsia il dottor William Hamilton ha stabilito che il fegato di Diaz non era affatto danneggiato, e che in realtà durante l'iniezione l'ago aveva trapassato la vena del condannato da parte a parte, e le sostanze letali erano così finite nei tessuti molli piuttosto che nella vena. Due giorni dopo l'esecuzione il Governatore Bush ha sospeso tutte le esecuzioni nello Stato e ha nominato una commissione "per valutare l'umanità e la costituzionalità del metodo dell'iniezione letale".

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GEORGIA

Alpha Otis Stephens (Sedia elettrica, 12 dicembre 1984): la prima scarica di elettricità non riuscì ad ucciderlo, e lentamente riprese a respirare per otto minuti prima che un'ulteriore scarica venisse apllicata per eseguire la condanna. Dopo i primi due minuti di scariche, ci fu una pausa di sei minuti per permettere al corpo di raffreddarsi per farlo esaminare dai medici (e verificare che era necessaria un'altra scarica). Durante l'intervallo di 6 minuti, Stephens prese aria per 23 volte. Un ufficiale della prigione affermò che "Semplicemente Stephens non era un buon conduttore di elettricità".

Jose High (Iniezione letale, 7 novembre 2001): High venne pronunciato morto un'ora e nove minuti dopo che l'esecuzione era iniziata. Dopo aver tentato di trovare una vena adatta per 39 minuti, i tecnici con competenze mediche designati per l'esecuzione, e sotto contratto, abbandonarono ogni tentativo. Alla fine, l'ago venne inserito in una mano del condannato, e venne chiamato un medico per inserire un secondo ago tra la spalla ed il collo.

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ILLINOIS

Charles Walker (Iniezione letale, 12 settembre 1990): a causa di un errore della macchina e degli addetti all'iniezione letale, Walker soffrì indescrivibilmente durante la sua esecuzione. Secondo Gary Sutterfield, un ingegnere del Missouri State Prison trattenuto in Illinois per assistere all'esecuzione, una "strozzatura" nel tubicino di plastica che finiva nel braccio di Walker impediva alle sostanze letali di penetrare.
Oltretutto, il tubo per l'endovena era stato inserito puntando alle dita di Walkers invece che al cuore, prolungando l'esecuzione.

John Wayne Gacy (Iniezione letale, 10 maggio 1994): ad esecuzione iniziata le sostanze letali inaspettatamente si addensarono, ostruendo il tubo per l'endovena nel braccio di Gacy, e non fecero più scorrere i fluidi letali. Le tendine che coprivano la finestra attraverso la quale i testimoni potevano seguire l'esecuzione vennero abbassate, e la "squadra della morte" sostituì il tubo ostruito con uno nuovo. Dicei minuti dopo, le tendine vennero riaperte e l'esecuzione, che in tutto durò 18 minuti, riprese.
Gli anestesisti diedero la colpa del problema all'inesperienza degli ufficiali carcerieri che avevano condotto l'esecuzione, affermando che l'errore sarebbe stato evitato seguendo le procedure descritte nel protocollo "IV 101".

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INDIANA

William E. Vandiver (Sedia elettrica, 16 ottobre 1985): dopo la prima somministrazione di 2300 Volts, Vandiver respirava ancora. Per completare l'esecuzione ci vollero 17 minuti e 5 scariche di elettricità. L'avvocato di Vandiver, Herbert Shaps, fu testimone dell'esecuzione ed osservò fumo ed odore di bruciato. Definì l'esecuzione "oltraggiosa". Alla fine il Department of Corrections ammise che l'esecuzione "non si era svolta come previsto".

Tommie J.Smith (Iniezione letale, 18 luglio 1996): a causa delle vene del condannato insolitamente piccole, ci volle un'ora e nove minuti per annunciare pubblicamente la morte di Smith, dopo che la squadra della morte aveva iniziato ad inserire gli aghi nel suo corpo. Per sedici minuti nessuno degli addetti riuscì a trovare una vena adatta, e venne chiamato allora un medico. Venne praticata un'anestesia locale al condannato e il medicò provò pe due volte ad inserirgli l'ago nel collo. Non riuscendoci, un angio-catetere venne alora inserito nel piede di Smith. Solo allora i testimoni poterono seguire l'esecuzione. Le sostanze letali, 49 minuti dopo il primo tentativo, vennero finalmente iniettate nel braccio del condannato, e ci vollero altri 20 minuti prima che venisse dichiarato ufficialmente morto.

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MISSOURI

Emmitt Foster (Iniezione letale, 3 maggio 1995): sette minuti dopo che l'iniezione era stata somminstrata, l'esecuzione venne interrotta quando le sostanze letali smisero di circolare. Con Foster in preda alle convulsioni e che si dimenava legato al lettino, la tendina venne chiusa per impedire ai testimoni di seguire la scena. Il condannato venne dichiarato morto 30 minuti dopo che l'esecuzione era cominciata, e tre minuti dopo la tendina venne riaperta per mostrare ai testimoni il cadavere.
Secondo William "Mal" Gum, il medico legale della Contea di Washington che annunciò la morte del condannato, il problema era stato causato dalle cinghie di pelle troppo strette che legavano Foster al lettino dell'esecuzione; erano così strette che il flusso delle sostanze letali si interruppe. Foster non morì fino a quando un addetto del carcere falla fine le allentò. Il medico legale entrò nella stanza delle esecuzioni venti minuti dopo che l'esecuzione era iniziata, capì quale era il problema, e disse agli ufficiali del carcere di allentare le cinghie per permettere la ripresa dell'esecuzione. In un editoriale, il St. Louis Post-Dispatch definì l'esecuzione "un capitolo particolarmente oscuro nella storia della pena di morte nel Missouri".

Bert Leroy Hunter (Iniezione letale, 28 giugno 2000): Hunter ebbe una inusuale reazione alle sostanze dell'iniezione letale, tossendo ripetutamente e ansimando prima di perdere conoscenza. Un avvocato presente all'esecuzione disse che Hunter "ebbe delle violente convulsioni. La testa ed il torace iniziarono ad agitarsi e ad inarcarsi fin tanto che le cinghie di costrizione lo permettevano, e alla fine ricadde velocemente giù sul lettino. Il suo corpo si mosse su e giù... Soffrì una morte violenta e assai dolorosa."

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MISSISSIPPI

Jimmy Lee Gray (Camera a gas, 2 settembre 1983): gli addetti furono costretti a far uscire i testimoni dopo che venne rilasciato il cianuro nella camera a gas, quando i disperati tentativi di Gray di respirare fecero inorridire i testimoni. Il suo avvocato, Dennis Balske di Montgomery (Alabama), ciriticò gli ufficiali statali per aver fatto uscire i testimoni dalla stanza quando il condannato era ancora vivo. Il noto avvocato difensore in ambito capitale david Bruck disse che" Jimmy Lee Gray è morto battendo la testa contro un palo di acciaio posto dietro di lui nella camera a gas mentre i giornalisti contavano le sue convulsioni, 11 per l'esattezza".

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NEVADA

Roderick Abeyta (Iniezione letale, 5 aprile 1998): la squadra della morte impiegò 25 minuti per trovare una vena adatta per l'iniezione letale.

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OHIO

Joseph Clark (Iniezione letale, 2 maggio 2006): I tecnici addetti all'esecuzione hanno impegato 22 minuti per trovare una vena adatta all'inserimento del catetere per l'endovena. Ma tre o quattro minuti dopo, appena la vena è "collassata" e il braccio di Clark ha iniziato a gonfiarsi, il condannato ha alzato la testa ed ha ripetuto per cinque volte "Non funziona, non funziona". Le tendine che circondano il lettino sono state allora chiuse mentre i tecnici addetti all'iniezione hanno cercato per altri 30 minuti una vena adatta a ricevere l'ago. Giornalisti hanno in seguito riferito di aver udito "lamenti, grida e suoni gutturali". Alla fine, Clark è stato dichiarato morto dopo 90 minuti dall'inizio dell'esecuzione. Una portavoce dell'Ohio Department of Corrections ha riferito che il team addetto all'esecuzione è composto da paramedici, ma non da infermieri o medici.

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OKLAHOMA

Robyn Lee Parks (Iniezione letale, 10 marzo 1992): Parks ebbe una violenta reazione alle droghe usate per l'iniezione letale. Due minuti dopo che gli erano state somministrate, i muscoli del collo, della mascella e dell'addome iniziarono a muoversi spasmodicamente per 45 secondi circa. Parks continuò a lamentarsi e a dimenarsi violentemente finchè non sopraggiunse la morte, 11 minuti circa dopo dalla somministrazione delle sostanze letali.

Scott Carpenter (Iniezione letale, 8 maggio 1997): Carpenter venne dichiarato morto 11 minuti dopo che l'esecuzione era iniziata. Appena le droghe iniziarono a fare effetto, Carpenter iniziò a respirare affannosamente e aad agitarsi. "Poi ci fu un suono gutturale, diversi spasmi e convulsioni, come per mancanza di ossigeno" finchè il corpo del condannato smise di muoversi, tre minuti dopo.

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SOUTH CAROLINA

Michael Eugene Elkins (Iniezione letale, 13 giugno 1997): dal momento che Elkins soffriva di problemi alla milza e di fegato ingrossato, ci volle quasi un'ora per trovare una vena adatta ad inserire il catetere. Elkins cercò di aiutare i propri carnefici, chiedendo addirittura se doveva abbassare un po' di più la propria testa mentre cercavano una vena. Dopo innumerevoli ed infruttuosi tentativi, venne usata una vena nel suo collo.

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TEXAS

Stephen Peter Morin (Iniezione letale, 13 marzo 1985): per il suo passato da tossicodipendente, la squadra della morte fu obbligata a sondare entrambe le braccia ed una gamba di Morin con gli aghi per 45 minuti prima di trovare una vena adatta per l'iniezione letale.

Randy Woolls (Iniezione letale, 20 agosto 1986): tossicodipendente, Wools aiutò i suoi carnefici a trovare una vena adatta per l'esecuzione.

Elliot Rod Johnson (Iniezione letale, 24 giugno 1987): per il collasso di una vena, ci volle quasi un'ora per completare l'esecuzione.

Raymond Landry (Iniezione letale, 13 dicembre 1988): venne dichiarato morto 40 minuti dopo essere stato legato al lettino dell'esecuzione e 24 minuti dopo che le sostanze letali avevano iniziato a scorrergli nelle vene. Due minuti dopo che l'iniezione erano state somministrata, la siringa uscì fuori dalla vena, spargendo il veleno per la stanza verso i testimoni. La tendina che separava i testimoni dal condannato venne chiusa, e non fu riaperta per 14 minuti mentre lo squadrone della morte reinseriva il catetere in vena. I testimoni riferirono alla fine di "un lamento". Un portavoce del Texas Department of Corrections, Charles Brown, disse "C'è stata un problema nell'esecuzione a causa di ciò che gli ufficiali hanno definito 'una fuoriuscita'. La siringa è uscita fuori dalla vena, e la guardia ha ordinato allo squadrone della morte di reinserire il catetere nella vena".

Stephen McCoy (Iniezione letale, 24 maggio 1989): ebbe una reazione così violenta alla somministrazione delle sostanze letali (il petto che ansimava, rantolii, senso di soffocamento, l' inarcarsi della schiena contro il lettino, ecc.) che un testimone, un uomo, svenne ed andò addosso ad un altro testimone. L'avvocato Karen Zellars, di
Houston, che rappresentava McCoy ed era un testimone dell'esecuzione, pensò che lo svenimento avrebbe dato origine ad un fenomeno a catena. Il Texas Attorney General ammise che il condannato "aveva avuto una reazione estremamente e stranamente violenta alle droghe letali, dipendente molto probabilmente dal fatto che quest'ultime erano state somministrate in una dose troppo massiccia o troppo velocemente".

Billy Wayne White (Iniezione letale, 23 aprile 1992): White venne dichiarato morto 47 minuti circa dopo essere stato legato al lettino dell'esecuzione. Il ritardo venne causato dalla difficoltà nel trovare una vena per l'iniezione: White aveva, infatti, un passato da eroinomane. Durante l'esecuzione, White aiutò gli addetti all'esecuzione a trovare una vena adatta che non collassasse.

Justin Lee May (Iniezione letale, 7 maggio 1992): May ebbe una violenta ed inusuale reazione ai componenti dell'iniezione letale. Secondo un giornalista che assistette all'esecuzione, May "iniziò a rantolare, tossire e a dimenarsi contro le cinghie di pelle che lo tenevano legato, tossì di nuovo prima che il suo corpo sì fermò di colpo..." Un'altro giornalista, Michael Graczyk, scrisse: "Paragonata ad altre recdenti esecuzioni in Texas, la reazione di May fu più violenta. Iniziò a tossire violentemente, a lamentarsi e a rantolare, sollevò il capo dal lettino e si sarebbe sollevato con tutto il corpo se non vi fosse stato legato. Dopo aver smesso di respirare, rimase con la bocca e gli occhi aperti".

Joseph Cannon (Iniezione letale, 23 aprile 1998): l'esecuzione venne portata a termine dopo due tentativi. Dopo la sua ultima dichiarazione, iniziarono a fluire le droghe letali. Una vena nel braccio di Cannon collassò e l'ago schizzò fuori. Vedendo ciò, Cannon si lasciò cadere indietro sul lettino, chiuse gli occhi ed esclamò ai testimoni "E' collassato". Gli ufficiali carcerieri abbassarono la tendina per impedire la vista ai testimoni, riaprendola 15 minuti dopo quando Cannon, piangendo, rilasciò una sua seconda ultima dichiarazione e l'esecuzione riprese.

Genaro Ruiz Camacho (Iniezione letale, 26 agosto 1998): l'esecuzione venne ritardata di due ore principalmente per i problemi nel trovare una vena adatta nelle braccia del condannato.

Claude Jones (Iniezione letale, 7 dicembre 2000): Jones era un ex eroinoname, e la sua esecuzione venne ritardata di 30 minuti mentre "la squadra della morte" stava disperatamente tentando di inserire l'ago in una delle vene, devastate dalla tossicodipendenza. Un addetto all'esecuzione disse poi che avevano tentato di inserire l'ago per cinque volte, prima di infilarlo definitivamente in una gamba. Jim Willett, la guardia della Walls Unit responsabile delle esecuzioni, scrisse in seguito "Il team di medici non riusciva a trovare una vena adatta. Se non si riesce ad infilare l'ago sa nessuna parte, deve essere effettuata un'inicisione. Non ho mai nè visto nè effettuato un'operazione del genere, e mi stavo iniziando a preoccupare seriamente quando alla fine l'ago venne inserito nella gamba sinistra, precisamente nel polpaccio. Il boia mi disse di non preoccuparmi se avessi dovuto attendere qualche minuto per far penetrare le sostanze letali nel corpo del condannato perchè avrebbe fatto fluire le tre droghe molto lentamente. Alla fine, l'iniezione fece effetto e Jones esalò l'ultimo respiro".

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VIRGINIA

Frank J. Coppola (Sedia elettrica, 10 agosto 1982): sebbene non ci fossero giornalisti tra i testimoni dell'esecuzione e non venne reso noto alcun dettaglio dal Virginia Department of Corrections, un avvocato presente in seguito affermò che ci vollero due scariche di elettricità per uccidere Coppola. La seconda scarica produsse l'odore e il rumore tipico della carne bruciata, e la testa e la gamba di Coppola presero fuoco, e la stanza venne completamente invasa dal fumo.

Wilbert Lee Evans (Sedia elettrica, 17 ottobre 1990): quando il suo corpo venne attraversato dalla prima scarica di elettricità, sprizzò del sangue dal lato destro della maschera sul volto, riempiendo la maglietta e producendo il tipico suono di un liquido che gocciola, mentre zampillava dalle sue labbra. Evans continuò a lamentarsi e gemere prima che fosse apllicata una seconda scarica elettrica. L'autopsia dimostrò che il prigioniero soffrì questa emoraggia poichè il voltaggio della corrente fece aumentare a dismisura la sua pressione.

Derick Lynn Peterson (Sedia elettrica, 22 agosto 1991): dopo che venne completato il primo ciclo di elettricità, e ancora, 4 minuti dopo, il medico del carcere David Barnes ispezionò il collo di Peterson e ne auscultò il battito, annunciando entrambe le volte che il condannato non era ancora morto. Sette minuti e mezzo dopo il primo tentativo di ucciderlo, venne applicato un secondo ciclo di scariche elettriche. Gli ufficiali della prigione in seguito all'esecuzione anunciarono che in futuro avrebbero sempre somministrato due cicli di corrente prima di verificare l'eventuale morte del prigioniero.

Richard Townes Jr. (Iniezione letale, 23 gennaio 1996): l'esecuzione venne ritardata di 22 minuti mentre il personale medico tentava disperatamente di trovare una vena sufficientemente grande per inserire l'ago. Dopo l'infruttuoso tentativo di inserire l'ago nelle braccia, si procedette con il piede destro di Townes.

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